Pittura figurativa, allegoria e immaginazione
Formazione e primi anni
Stefano Di Stasio è nato a Napoli nel 1948 e si è affermato nel panorama artistico italiano attraverso una pittura figurativa colta e fortemente personale. La sua ricerca si è sviluppata in un periodo in cui molte pratiche artistiche mettevano in discussione la centralità della pittura, privilegiando linguaggi concettuali, installativi e performativi. Di Stasio ha scelto di mantenere il quadro al centro della propria attività, riattivando la tradizione figurativa e trasformandola in uno strumento per costruire immagini enigmatiche e narrative.
Il ritorno alla figura
Le sue opere presentano figure, architetture, oggetti e paesaggi dipinti con grande attenzione al disegno e alla costruzione prospettica. I soggetti sono riconoscibili, ma non appartengono a una realtà quotidiana immediatamente identificabile. Sono collocati in scenari sospesi, in cui il tempo sembra rallentato e le relazioni tra gli elementi restano ambigue. La figurazione diventa così un modo per aprire uno spazio immaginativo, anziché per descrivere fedelmente il mondo.
Allegoria e teatro
Le composizioni hanno spesso una struttura teatrale. I personaggi sembrano attori immobili o protagonisti di un rituale di cui non conosciamo le regole. Scale, stanze, quinte e architetture organizzano la scena come un palcoscenico mentale. L’artista non fornisce una trama esplicita: lascia che simboli e gesti suggeriscano possibilità narrative diverse. L’allegoria rimane aperta, permettendo allo spettatore di attivare associazioni personali e riferimenti culturali.
Tecnica e tradizione
La cura del disegno, della luce e della prospettiva richiama la grande tradizione della pittura europea. Tuttavia, la precisione tecnica non ha una funzione puramente mimetica. Serve a rendere credibile un universo che è, in realtà, costruito dall’immaginazione. La nitidezza dell’immagine accentua il carattere straniante della scena: più gli oggetti appaiono definiti, più il loro insieme sembra sottrarsi a una spiegazione razionale. La pittura si colloca così fra verosimiglianza e mistero.
Percorso artistico
Di Stasio è stato associato alla ripresa della pittura figurativa italiana tra gli anni Settanta e Ottanta e alla cosiddetta Nuova Scuola Romana. Nel corso della carriera ha partecipato a mostre personali e collettive in importanti gallerie e istituzioni, consolidando una posizione autonoma rispetto alle tendenze dominanti. La sua produzione ha mantenuto una forte coerenza, pur ampliando nel tempo il repertorio iconografico e le soluzioni compositive.
Lettura critica
La pittura di Stefano Di Stasio racconta senza spiegare. Le immagini possiedono una struttura narrativa, ma rifiutano una lettura univoca; la tradizione viene recuperata non come nostalgia, bensì come patrimonio di forme e simboli da rimettere in circolo. Il quadro diventa un luogo di apparizione, memoria e interrogazione, nel quale lo spettatore è invitato a sostare e a costruire il proprio percorso interpretativo.
