Segno, luce e percezione nella pittura analitica
Formazione e primi anni
Riccardo Guarneri nasce a Firenze nel 1933 e inizia a dipingere nel 1953, affiancando inizialmente la pittura all’attività musicale. Dopo una prima fase figurativa si avvicina all’Informale, ma già alla fine degli anni Cinquanta orienta la propria ricerca verso il tema della luce.
Nel 1959 entra in contatto con l’ambiente artistico internazionale del Nord Europa e con importanti protagonisti dell’astrazione concreta. Nel 1960 tiene la prima mostra personale alla Galerie de Posthoorn dell’Aia.
Il superamento dell’Informale
Dal 1962 concentra la ricerca sul rapporto tra segno, luce e colore. Le superfici diventano sempre più chiare e rarefatte, mentre la materia pittorica viene ridotta a favore di sottili variazioni luminose.
Nel 1963 presenta alla Strozzina di Palazzo Strozzi a Firenze i primi dipinti caratterizzati da questa nuova sensibilità. Nello stesso periodo è tra i fondatori del gruppo Tempo 3, orientato al superamento della contrapposizione tra astrattismo geometrico e Informale.
Geometria, luce e pittura analitica
Dal 1964-65 la composizione assume una struttura più rigorosa, spesso basata sulla ripetizione di quadrati e rombi leggermente asimmetrici. La geometria non è però un sistema chiuso: il colore viene trattato come luce e la struttura come elemento percettivo.
Nel 1966 partecipa alla Biennale di Venezia e alla mostra Weiss auf Weiss alla Kunsthalle di Berna; nel 1967 è invitato alla Biennale di Parigi. Il suo lavoro entra così nel dibattito internazionale sulla nuova pittura astratta.
La ricerca dagli anni Settanta
Negli anni Settanta la pittura raggiunge una progressiva rarefazione, con opere quasi bianche nelle quali segni sottilissimi e trasparenze luminose richiedono una visione lenta e concentrata. Negli anni Ottanta introduce invece il caso, la macchia e l’acquarello, utilizzando anche carta di riso applicata sulla tela.
Alla fine degli anni Ottanta torna alla tela, mantenendo l’uso dell’acquarello e alternando strutture rigorose a composizioni più libere e ritmiche.
Percorso espositivo e riconoscimento
Nel 1972 il Westfälischer Kunstverein di Münster gli dedica una prima importante antologica. Partecipa inoltre alle Quadriennali di Roma e a numerose rassegne dedicate all’astrazione italiana e alla pittura analitica.
Nel 2004 la Galleria d’Arte Moderna di Palazzo Pitti presenta la mostra antologica Contrappunto luce. Nel 2017 è invitato alla 57. Biennale di Venezia, Viva Arte Viva. Nel 2021 quattro sue opere entrano nella collezione permanente del Centre Pompidou di Parigi.
