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Bernardi Roberto

Images

Fotorealismo, percezione e illusione nella pittura contemporanea

Formazione e primi anni

Roberto Bernardi nasce a Todi nel 1974 e inizia a dipingere giovanissimo. Dopo il diploma, nel 1993 si trasferisce a Roma, dove intraprende un percorso di formazione nel campo del restauro, lavorando come assistente restauratore insieme ad Adriano Luzi. Questa esperienza gli permette di approfondire le tecniche della pittura tradizionale e la conoscenza dei materiali.

Dopo una prima fase dedicata a paesaggi e ritratti, la sua ricerca si orienta progressivamente verso il realismo, con particolare attenzione alla precisione del dettaglio e alla resa della luce.

Il confronto con il Fotorealismo

A partire dagli anni Novanta Bernardi approfondisce il Fotorealismo americano, movimento che diventa un riferimento fondamentale per lo sviluppo del suo linguaggio. Nel 1994 realizza la sua prima mostra personale, avviando una ricerca basata sul rapporto tra fotografia e pittura a olio.

L’immagine fotografica diventa il punto di partenza per un’indagine sulla percezione visiva, sulla profondità e sulla resa dei materiali. La pittura non si limita alla riproduzione dell’immagine, ma ricostruisce ogni dettaglio attraverso una tecnica estremamente rigorosa.

New York e la cultura Pop

Nei primi anni Duemila entra in contatto con Louis K. Meisel, importante gallerista e promotore del Fotorealismo americano, iniziando una collaborazione con la Meisel Gallery di New York. Nel 2004 trascorre un periodo a Manhattan, esperienza che contribuisce ad ampliare il suo repertorio iconografico.

Caramelle, dolci, lecca-lecca e involucri trasparenti diventano protagonisti delle sue composizioni. Oggetti quotidiani vengono isolati e ingranditi, trasformandosi in soggetti di una pittura che indaga riflessi, trasparenze, superfici e imperfezioni.

La pittura come illusione

Il linguaggio di Bernardi si colloca nell’ambito dell’Iperrealismo contemporaneo, mantenendo un forte legame con la tradizione pittorica. La precisione delle superfici e la resa della luce producono immagini di straordinaria verosimiglianza, nelle quali il confine tra realtà e rappresentazione diventa sempre più sottile.

Tra i progetti internazionali sviluppati dall’artista figurano lo Zurich Project, l’Hamburg Project, il Las Vegas Project e il Beijing Project, realizzato in occasione dei Giochi Olimpici del 2008. Nel 2009 quest’ultimo viene presentato in una mostra personale alla Bernarducci.Meisel Gallery di New York.

Riconoscimento internazionale

Nel 2010 viene selezionato da Eni nell’ambito di un progetto dedicato ad artisti internazionali e una sua opera entra nella collezione della società. Dal 2012 partecipa a un importante tour museale internazionale dedicato al Fotorealismo, con tappe in istituzioni quali il Kunsthalle Tübingen, il Museo Nacional Thyssen-Bornemisza di Madrid e il Birmingham Museum and Art Gallery.

Nel 2014 è invitato alla Contemporary Realism Biennial del Fort Wayne Museum of Art. Dal 2018 amplia la propria ricerca alla scultura, realizzando opere tridimensionali che riprendono il repertorio iconografico dei dipinti, trasferendo la stessa precisione tecnica nella rappresentazione degli oggetti.

Lettura critica

La ricerca di Roberto Bernardi si sviluppa sul confine tra pittura tradizionale, fotografia e cultura contemporanea. Attraverso una tecnica estremamente accurata, l’artista trasforma oggetti comuni in soggetti di un’indagine sulla luce, sulla materia e sulla percezione.

La perfezione della rappresentazione genera un continuo confronto tra realtà e illusione: quanto più l’immagine appare reale, tanto più emerge la consapevolezza della sua natura artificiale. Questa tensione caratterizza anche la produzione scultorea, nella quale l’illusione pittorica si trasforma in presenza fisica.

Le sue opere sono state presentate in numerose esposizioni internazionali e sono entrate in importanti collezioni pubbliche e private, tra cui quella del Museo Nacional Thyssen-Bornemisza di Madrid.