L’immaginazione geometrica tra astrazione, segno e spazio
Formazione e Forma 1
Achille Perilli nasce a Roma nel 1927. Nel 1947 è tra i fondatori di Forma 1 insieme a Carla Accardi, Piero Dorazio, Pietro Consagra, Antonio Sanfilippo, Giulio Turcato e altri artisti. Il gruppo rivendica una posizione astratta e formalista, in dialogo con le avanguardie europee.
Perilli affianca alla pittura un’intensa attività teorica e culturale, contribuendo alla discussione sull’arte contemporanea attraverso riviste, manifesti e iniziative espositive.
Dalla geometria al segno
Negli anni Cinquanta sviluppa un linguaggio astratto nel quale forme geometriche e segni grafici convivono con una crescente libertà compositiva. La sua pittura non ricerca una geometria rigorosamente razionale, ma una struttura capace di accogliere immaginazione e movimento.
Nel 1949 aderisce al MAC, Movimento per l’Arte Concreta, entrando nel dibattito italiano sulla ricerca non figurativa.
L’esperienza moderna e Grammatica
Tra il 1957 e il 1960 dirige con Gastone Novelli la rivista L’esperienza moderna, mentre nel 1964 partecipa alla fondazione di Grammatica. La dimensione teorica accompagna costantemente il lavoro pittorico.
Perilli sperimenta inoltre nel teatro, realizzando scene, costumi e progetti nei quali il rapporto tra spazio, immagine e movimento amplia la sua concezione dell’opera.
La folle immagine e lo spazio immaginario
Dagli anni Sessanta la ricerca si allontana progressivamente dalla geometria tradizionale per sviluppare forme mobili, frammentate e fantastiche. Nel 1971 pubblica il Manifesto della Folle Immagine nello Spazio Immaginario.
Negli anni Settanta nascono le cosiddette machinerie e strutture mutanti, nelle quali il segno costruisce spazi instabili e immaginari, lontani dalla prospettiva tradizionale.
Percorso espositivo e riconoscimento
Perilli partecipa a importanti rassegne internazionali, tra cui la Biennale di Venezia del 1962 e del 1968, e riceve numerose esposizioni personali e retrospettive in Italia e all’estero.
Tra gli appuntamenti più significativi si ricordano le retrospettive alla Galleria Nazionale d’Arte Moderna di Roma, all’Institut Mathildenhöhe di Darmstadt e al MART di Rovereto.
Lettura critica
La ricerca di Perilli si distingue per la capacità di utilizzare la geometria come punto di partenza per una pittura libera, immaginativa e antirazionalista. La forma non è una struttura definitiva, ma un elemento in continua trasformazione.
Il suo lavoro ha contribuito a rendere l’astrazione italiana del dopoguerra un campo aperto alla sperimentazione teorica, al segno e alla costruzione di spazi mentali.
