Luce, forma e spazio nell’astrazione contemporanea
Formazione e primi anni
Bruno Querci nasce a Prato nel 1956 e vive e lavora nella città toscana. A partire dagli anni Ottanta sviluppa una ricerca pittorica rigorosa, legata alla riflessione sulla forma, sulla luce e sulla percezione dello spazio.
Il suo lavoro si inserisce nel clima dell’astrazione italiana contemporanea e viene associato alle esperienze della cosiddetta Astrazione Povera.
La forma e la luce
La ricerca di Querci nasce dalla volontà di indagare la luce come condizione fondamentale della forma. Le sue opere sono caratterizzate da campiture essenziali e da un uso controllato del bianco e del nero.
Il contrasto tra riflessione e assorbimento della luce costruisce superfici nelle quali la forma appare e scompare, trasformando la pittura in un’esperienza percettiva.
Pittura e spazio
Negli anni Novanta Querci sviluppa cicli come Figure dello scuro, Corpi di luce, Formaspazio e Naturaenergialuce. Il rapporto tra superficie e profondità diventa centrale, con opere nelle quali la pittura sembra aprire uno spazio oltre il limite della tela.
Il suo linguaggio rimane aniconico e rigoroso, ma non rinuncia a una dimensione sensibile e quasi ambientale.
Il rapporto con Morterone
Una parte importante della ricerca di Querci è legata a Morterone, luogo nel quale il rapporto tra arte, natura e spazio assume particolare rilevanza. Le opere presentate in questo contesto sviluppano l’idea della forma come energia in relazione all’ambiente.
La natura non viene rappresentata direttamente, ma diventa una condizione concettuale e percettiva attraverso la quale riflettere sulla luce e sullo spazio.
Percorso espositivo
Querci espone fin dagli anni Ottanta in gallerie e spazi pubblici italiani. Tra le esposizioni più significative si ricordano quelle alla Galleria Peccolo di Livorno, ad A arte Studio Invernizzi di Milano, al CAMeC di La Spezia e al CaMusAC di Cassino.
Ha partecipato a importanti rassegne sull’astrazione italiana, tra cui Astratta. Secessioni astratte in Italia dal dopoguerra al 1990 e Die andere Richtung der Kunst. Abstrakte Kunst Italiens ’60-’90.
Lettura critica
La pittura di Bruno Querci si fonda sulla riduzione degli elementi e sulla concentrazione percettiva. Bianco e nero diventano strumenti per rendere visibile il rapporto tra luce, materia e spazio.
Il suo lavoro si colloca in una tradizione astratta rigorosa, nella quale la pittura diventa una soglia tra visibile e invisibile e la forma assume il valore di un’esperienza più che di una rappresentazione.
